13 apr

Le tutele per i lavoratori appartenenti alle categorie protette

La legge 68/1999 tutela alcune categorie svantaggiate di lavoratori, cosiddette “protette”, per favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro. Nello specifico la legge obbliga le aziende con più di 15 dipendenti ad assumere un certo numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette, incentivandole tramite agevolazioni fiscali.

Requisiti e modalità di accertamento per l’appartenenza alle categorie protette

In base alla legge 68/1999 appartengono alle categorie protette:

– Persone con invalidità civile di grado superiore al 45%;
– Invalidi con percentuale di invalidità superiore al 33%;
– Non vedenti e sordomuti;
– Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio;
– Vedove, orfani, profughi ed equiparati ad orfani;
– Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

All’accertamento dell’invalidità civile sono deputate apposite commissioni dell’Asl.

I possessori di questi requisiti, che siano disoccupati e abbiano un’età compresa tra 15 e 65 anni, possono iscriversi alle liste provinciali del collocamento mirato presso i Centri per l’Impiego.

Gli obblighi delle aziende

Come già accennato, le imprese con più di 15 dipendenti hanno l’obbligo di assumere una certa quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette secondo quanto previsto dalla legge:

– da 15 a 35 dipendenti 1 invalido;
– da 36 a 50 dipendenti 2 invalidi;
– da 51 a 150 dipendenti il 7% di invalidi e un altro beneficiario della legge 68/99
– oltre i 150 dipendenti il 7% di invalidi e 1% di altri beneficiari della legge 68/99.

Per quanto concerne le aziende che impiegano da 15 a 35 dipendenti, l’obbligo scatta solo nel caso di una nuova assunzione: quella dell’invalido deve avvenire entro i 12 mesi successivi all’assunzione.

Le aziende possono assumere un invalido civile attraverso due modalità distinte: per chiamata nominativa (individuando da sé il lavoratore da assumere) o per chiamata numerica (attraverso le liste del Centro per l’Impiego).

Il collocamento mirato

Il collocamento mirato è un organo istituito presso i Centri per l’Impiego provinciali, atto ad agevolare l’inserimento degli appartenenti alle categorie protette nel mondo del lavoro. Può sottoscrivere delle convenzioni con le aziende che lo richiedono, nelle quali vengono stabiliti modalità e tempi di inserimento degli iscritti al collocamento mirato, ma anche con quelle aziende che non hanno l’obbligo di assunzione di categorie protette.

Le modalità convenute comprendono: la scelta nominativa, periodi di tirocinio formativo o di orientamento, assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato, allungamento del periodo di prova rispetto a quello previsto dal CCNL (con la clausola che in caso che il periodo di prova non venga superato a causa della disabilità del lavoratore, questa non diventi la causa della cessazione del rapporto di lavoro).

Le categorie protette nel mondo del lavoro

Lavoratori categorie protette

Le agevolazioni previste per le aziende

Le agevolazioni previste sono specificate nell’Art. 13 della legge 69/1999.

Attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11, gli uffici competenti possono concedere ai datori di lavoro privati (….):

– Un massimo di 8 anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali per l’assunzione di lavoratori con invalidità superiore al 79%;

– Un massimo di 8 anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali per l’assunzione di lavoratori con handicap intellettivo e psichico (a prescindere dalla percentuale di invalidità);

– Fino ad un massimo di 5 anni di fiscalizzazione del 50% per l’assunzione di lavoratori con invalidità compresa tra il 67 e 79%;

– Rimborso forfettario che copra parzialmente le spese sostenute per adeguare il posto di lavoro a persone con percentuale di invalidità superiore al 50% (implementazione di tecnologie finalizzate al telelavoro, rimozione di eventuali barriere architettoniche etc).

Per quanto riguarda le cooperative sociali queste possono sottoscrivere particolari convenzioni.

Per finanziare le agevolazioni alle imprese che assumono invalidi civili è istituito un apposito Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili.

Le sanzioni alle aziende

Le aziende, pubbliche o private, che non ottemperino agli obblighi di legge sulle assunzioni dei lavoratori appartenenti alle categorie protette sono perseguibili di sanzioni amministrative disposte dalle direzioni provinciali del lavoro. Tali sanzioni, il cui importo è destinato al Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili, ammontano a:

– €516 in caso di ritardo del prospetto informativo dal quale deve risultare il numero complessivo dei lavoratori impiegati e i nominativi dei disabili e che va inviato entro il 31 gennaio di ogni anno. Per ogni ulteriore giorno di ritardo la sanzione viene incrementata di €25;

– dopo 60 giorni da quello in cui scatta l’obbligo di assunzione di lavoratori disabili, €51 euro per ogni lavoratore non assunto.

Casi di esonero

La legge prevede alcuni casi in cui le aziende possono essere esonerate dall’obbligo di assunzione di categorie protette:

– Aziende che si trovino in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale ed abbiano adottato interventi straordinari di integrazione salariale;

– Aziende in liquidazione o in stato di fallimento dichiarato;

– Aziende che abbiano stipulato contratti di solidarietà;

– Aziende in mobilità (per il solo periodo in cui perduri la mobilità). Tale periodo può essere incrementato di un anno in caso la mobilità si concluda con il licenziamento di un numero di dipendenti superiore a 5.

Le imprese interessate devono ricevere autorizzazione alla sospensione dell’obbligo. Nell’attesa possono ricevere un’autorizzazione temporanea dal servizio provinciale competente, rinnovabile solo una volta e che non superi i 3 mesi. Dopo il termine della sospensione le aziende hanno 60 giorni di tempo per presentare la richiesta relativa agli appartenenti alle categorie protette da assumere.

Le aziende che per la peculiarità della loro attività non possono assumere l’intera quota di categorie protette prevista dalla legge possono essere esonerate dall’obbligo, ma sono tenute a pagare un contributo giornaliero di €12,91 per ciascun disabile.

Le imprese che partecipino a gare di appalto pubblico sono tenute a certificare l’osservanza degli obblighi di legge relative all’assunzione delle categorie protette.

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Un Commento a “Le tutele per i lavoratori appartenenti alle categorie protette”

  1. Alfredo Scrive:

    Salve vi chiedo un favore se è possibile, io ho il 46%di invalidità e rientro nella categoria protetta. Siccome mi risono operato alla colonna vertebrale non r
    iesco ad alzare più di 5 chili. L’azienda che è addetta alla pulizia strade e cestini mi vorrebbe licenziare per poi assumermi a una cooperativa. Come mi devo comportare? Per favore mi aiutate? Grazie