30 ago

Storie di senza lavoro e disoccupati

L’estate, il mese di agosto, i periodi di riposo e relax per eccellenza. Molti italiani (quelli che hanno potuto permetterselo) hanno scelto di partire alla volta di spiagge, montagne o città d’arte.
Ma c’è una categoria che vive tra difficoltà e disagi, che teme l’arrivo dell’autunno, stagione incerta e variabile, non solo metereologicamente. Si tratta dei disoccupati e dei cassintegrati.

L'estate vissuta dai senza lavoro e dai disoccupati

Storie di senza lavoro e disoccupati

Sono numerosissime le storie di senza lavoro che potremmo raccontare.
Storie come quella di Vito, disoccupato ancora in attesa dei soldi del sussidio di maggio, giugno e luglio, che però “dovrebbero arrivare entro la fine di agosto”. Un ex-lavoratore senza soldi da aprile, che per le esigenze minime (per vivere insomma, ndr) si rivolge a parenti e amici.
Alcuni giorni vince la tristezza e si reca in spiaggia (libera) con moglie e figlio, che sta preparando i test universitari per Fisioterapia e Scienze Motorie, “perché Medicina costa troppo e i tempi sono eccessivamente lunghi”.

La storia di Angelo, 43 anni, con un figlio piccolo.
Con 1000 euro al mese e la prospettiva che fra meno di un anno tutto possa finire, cercare e trovare lavoro non è affatto semplice. L’importante è fare in modo che il bambino viva sereno, anche se la mattina “si va a pane e pomodoro”.
Lo scorso anno ha trascorso l’estate davanti alla sua fabbrica, fra picchetti e presidi. Confidava nell’evoluzione positiva della situazione della sua azienda, auspicava garanzie e promesse concrete.
E’ triste, dopo 23 anni di lavoro, sentirsi “come un fazzolettino gettato via”. Fa rabbia pensare che la fabbrica andava bene, che non è fallita, ma che un ramo d’azienda (il suo) ha cessato l’attività. E’ brutto sentirsi “abbandonati”.

Ma non sono solo tecnici e operai a dover pagare questa situazione.
Ne è un esempio Massimo, 37 anni, laureato in Economia e responsabile della Progettazione e della Logistica di un grande stabilimento. Ora in cassa integrazione.
Non si dà pace e “finge di stare in ferie”, per una ragione puramente psicologica, per allentare la tensione.
Vede amici che lavorano, che partono, che si divertono e che spendono, ma prova a non farci caso. Continua a concentrarsi sulla ricerca di un nuovo lavoro, dopo aver messo a punto un programma personale, articolato su tempistiche e progetti: è fidanzato, ma non riesce a pianificare una vita a due senza lavoro.

Poi ci sono le coppie di disoccupati, come Pasquale e Carmela.
Estate a casa, fatta eccezione per una breve parentesi trascorsa dalla loro figlia indipendente.
La notte Pasquale fatica a dormire, pensa alla sua vita, a “come era stata finora, lavorando nei supermercati”. La mattina si alza e va a farsi una passeggiata, per allontanare il nervosismo e il senso d’impotenza.
Ha 53 anni, non ha più un lavoro ed è costretto ad attingere dai propri risparmi. Gli è stato pagato il Tfr e fino alla fine di agosto gli verrà pagato il preavviso di licenziamento.
I prossimi mesi saranno certamente più duri: senza stipendio, con le solite spese, il mutuo da pagare, le bollette di luce e gas…

Carmela, invece, afferma che quando ha ricevuto il conto totale del suo Tfr e la relativa lettera d’accompagnamento, ha dolorosamente compreso di essere fuori dal mondo del lavoro.
Ora teme di non farcela con i soldi della mobilità, che sono molti meno dello stipendio. Non sa come andrà. Ha sempre lavorato, fin da quando aveva 18 anni.. e adesso?

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